Grottammare e Liszt – Il Paese che ospitò il grande Musicista

Grottammare e Liszt – Il Paese che ospitò il grande Musicista

I “Piccoli Centri”

 

Nell’immensa ricchezza dei suoi ricordi, Liszt incastona, tra le Città visitate, anche Grottammare, dolce perla delle serene armonie di concerti al chiaro di luna, di lunghe meditazioni solitarie e passeggiate al tramonto sulla marina, così come ogni sua sosta nei piccoli centri si riveste di misteriose risonanze siano esse i palpiti amorosi del Lago di Como, (a Bellagio dove sono nati tre dei suoi figli Cosima e Daniel) le fantasie delle pinete di San Rossore o la ricerca della dimensione spirituale ad Assisi, il “vagabondaggio” religioso a Loreto, o la dimensione etico – estetica della sua vita a Villa d’Este di Tivoli.

In Umbria Liszt visita Cascia e si reca in pellegrinaggio al Santuario di Santa Rita. Inizia così il suo percorso spirituale per approdare poi ad Assisi, patria del Santo più amato nel mondo per la sua umiltà, umanità e rigore morale che ha sempre attratto il grande Ungherese, sin dalla sua giovane età, a tal punto da fargli abbracciare la vita monacale per essere più vicino alla figura di “Francesco” ed imitarne l’esistenza, tanto che nel 1865, veste gli abiti talari, prende i quattro ordini minori da Papa Pio IX e diventa Abate e Canonico (l’Abbè Liszt) della cattedrale di Albano.

Gli splendidi Colli romani, sono scenario mistico per la realizzazione delle opere religiose, tra le più intense e significative della vasta produzione lisztiana. In questo periodo si dedica maggiormente alla composizione di musica sacra e a S. Francesco d’Assisi e a S. Francesco di Paola dedica le due “leggende” per pianoforte, eccelse pagine di musica che Liszt esegue davanti a Papa Pio IX.

Di tutte le città che Liszt ha visitato e nelle quali è vissuto durante i suoi Annèes de Pèlerinage italiani, Roma rimane indelebile nella sua memoria, l’imponenza incomparabile e la suggestione che gli arreca questo luogo, lo accompagnano per tutta la vita. Potremmo definire il grande Ungherese “Cittadino di Roma” perché le tappe che hanno segnato la sua straordinaria vita sono romane; fin dal suo primo soggiorno Roma è fonte di aspirazioni e di ispirazioni.

Nei ricordi romani del grande Musicista vi sono anche i piccoli particolari come le vie da lui percorse, i vari domicili da via della Purificazione, alle Quattro Fontane, da Monte Mario, al Convento di Santa Francesca Romana e poi in via dei Greci, in via San Felice, in via Bocca di Leone, in Vaticano, ad Albano e gli scorci più significativi di questa magnifica Città, fortemente e intimamente vissuti.

L’irrequietezza del suo spirito non permette a Liszt di fermarsi definitivamente nei luoghi visitati e amati, però torna sempre a Roma, poiché non è così facile il distacco dalla Città Eterna, ove sente il bisogno di espiare i suoi peccati e qui avviene la separazione dall’amata Carolyne, nonostante la dispensa concessa dal Papa per poterla finalmente sposare in Chiesa, qui diventa Abate, qui sente, soprattutto, la necessità incessante di seguire le vie dell’arte.

Nelle due lettere scritte da “Grotta Mare” a Carolyne il 23 luglio e l’8 agosto 1868 Liszt esprime ormai in modo determinato il suo credo spirituale-esistenziale.

Dall’ottobre di quell’anno, egli si trasferisce a Villa d’Este su invito del cardinale Hohenlohe, per comporre in pace e non lo attira più Roma, nè la vita concertistica ma Tivoli con la sua natura amata in senso mistico, convinto di scrivere finalmente “a modo suo”. Tivoli ospita per circa venti anni il Musicista negli appartamenti della splendida Villa d’Este dove Liszt compone pagine tra le più belle della Sua Musica, godendo del gorgoglio e della bellezza delle fontane, (les jeux d’eau a la Villa d’Este) della lussureggiante campagna romana, chiamando le stanze della Villa che lo ospitano “mon colombier”.

Bibliografia Prof.ssa Claudia Colombati Università di Macerata