La storia dell'Associazione ABAC/AMAD Franz Liszt


                                              CHI SIAMO
(Brevi appunti su Grottammare, il Paese che ospitò il grande musicista Ungherese)

 


Il Borgo Medievale ( Paese Alto ) in passato è stato il fulcro di tutte le attività culturali, sociali, civili e religiose di Grottammare. In questo Borgo, seppur di limitata

estensione, essendo stato costruito secondo il criterio architettonico proprio dei Comuni, la planimetria di Piazza Peretti infatti, rivela chiaramente l’appartenenza al periodo comunale. Ciò chiaramente si deduce dalla sua irregolarità geometrica, dall’organica disposizione delle piccole strade confluenti in essa e dalla sapiente coordinazione degli scorci prospettici. E’questo il  periodo storico in cui Grottammare si trasforma e si integra fino a raggiungere la funzione tipicamente medievale di isola urbana, munita di un proprio territorio rurale e di un piccolo porto con funzioni prevalentemente commerciali.
Entro le mura che racchiudono il Borgo vi era il Palazzo Comunale, l’Ufficio Postale, la Sede della Parrocchia, il Teatro e le botteghe porticate, edifici questi, quasi tutti collocati in questa Piazza, concepita come vero spazio collettivo. Appena fuori porta Maggiore, vi era l’Ospedale.
E’ da ricordare che il Borgo era chiuso da 3 porte (oggi scomparse): porta Maggiore dalla quale si accede in Piazza Peretti, porta Marina, dalla quale si accede da un lato verso la Chiesa di S. Lucia, dall’altro verso il Torrione della Battaglia e dall’altro lato si scende verso il Porto, (scomparso nel tempo), Porta Castello segna il confine con la parte collinare e con il Castello (oggi solo un rudere)  
All’interno del Borgo vi erano tre Chiese, una fuori le mura S.Agostino mentre oggi ne sono rimaste due.
Il Borgo ha ospitato, con fasti inauditi, quattro regine ed un Governatore: Cristina di Svezia, Maria Anna di Spagna, Margherita d’Austria, Caterina di Wuttemberg e Bianca Visconti Sforza (prima donna governatore nella storia) Governatrice della Marca, titolo questo concessole dall’Assemblea di Guerra dei Saggi e dal marito Francesco Sforza, in eterna lotta con i comuni limitrofi, in particolare con il Comune di Ripatransone, Francesco in seguito lasciò Bianca con una consistente guarnigione a difesa del Borgo.
Il Borgo offre ospitalità anche tre re: Gerolamo Bonaparte, Vittorio Emanuele II e Umberto di Savoia principe ereditario.
Ha ospitato due papi: Alessandro III, al secolo Rolando Bandinelli, di Siena e Pio IX, al secolo Giovanni Maria Mastai Ferretti, di Senigallia.

Ha ospitato il Cardinale Decio Azzolino, uomo di raffinata cultura, amante delle lettere e delle arti. Il bellissimo Cardinale (cosi lo definivano le cronache dell'epoca nel 1665 si fece costruire una villa, il cui stile architettonico rimanda al Bernini, certamente a contatto con Lui. Il Cardinale trascorreva a Grottammare parte della sua vita, con Cristina di Svezia, legata a Lui da amorosi sensi ed insieme fondarono l'Arcadia a Grottamare.

Villa Azzolino (cosi ancora oggi viene chiamato il Palazzotto berniniano) era dotata in passato di uno stupendo parco abbellito con boschetti, fontane, ombreggiati, stradoni ed agrumeti, purtroppo devastati dal tempo e dall'incuria umana. La villa ricorda, anche se in proporzioni minore, il Palazzo Rospigliosi a Lamporecchio (Toscana).
Martin Lutero: teologo riformatore tedesco
Gioacchino Murat: politico
Giuseppe Garibaldi: indomito condottiero.
Ha ospitato scrittori come Goethe, D’Annunzio e Serao.
In epoca moderna ospita, la giovanissima scienziata archeologa Jocelyn Desideri, nata a Ginevra, da genitori grottammaresi, insignita, nel 2002, del prestigioso premio “Arditi” che la omonima Fondazione conferisce ogni anno ad un personaggio distintosi nella ricerca. 

Personaggi illustri nati all’interno delle mura del Borgo sono  molti, alcuni dei quali ancora oggi sono ricordati dalla storia:

Papa Sisto V al secolo Felice Peretti ( 1521-1590 ) eletto Papa il 24-4-1585;
Lavinia Sernardi in Giammarini  ( Serva di Dio, Beata )
Medoro Patriarca ( 1580- 1622 ) Protomedico e Archiatro di Sisto V.
Cinque Vescovi:  
Graziani Anton Maria Vescovo di Amelia e Segretario di Sisto V, zio della Beata Lavinia Sernardi in Giammarini;
Fraccagnani Gaetano (1698-1748) Vescovo di Città della Pieve;
Agnelli Egidio Vescovo di Troade ( ? 1878 )
Franceschini Vincenzo (1844 -1916) Vescovo di Fano e Fossombrone;
Addazi Reginaldo Giuseppe Maria Arcivescovo di Trani-Nazareth-Barletta Amm.re di Bisceglie, Teologo-Latinista ( 1899-1975 )
Uomini di grande cultura e prestigio nati non solo dentro le mura del Borgo ma anche “alla Marina” la parte nuova di Grottammare, definita così, quasi in maniera indifferente e di distacco dagli abitanti del Borgo ma che è giusto e doveroso ricordare:
Giuseppe Frezza  Compositore nel secolo XVIII di importante Opera di canto Gregoriano Segret. Gen. Minori Conventuali;
Mascaretti Gian Bernardino (1791-1869 ) Vicario Capitolare e Vescovile, Rettore Membro delle Accademie di Roma-Firenze-Fermo, Storio-Scrittore;
Giuseppe Speranza Giureconsulto, storico ed archeologo la cui famiglia ha dato uomini illustri a Grottammare e all’Italia;
Luigi Ricciotti, nato “alla Marina” architetto botanico
Marco Speranza insigne violinista di fama europea
Pietro Laureati violoncellista di fama mondiale
Eugenio Polidori Archeologo storico locale, Canonico Collegiata di Offida, contestatore del storico Colucci sulla ubicazione del Tempio della Dea Sabina Cupra. (oggi chiesa di S.Martino);
Giulio Laureati primo trasvolatore Raid Roma-Londra
Pietro Palmaroli pittore, restauratore è stato il primo in senso assolutoa trasportare su tela e su tavola affreschi deteriorati, usando la cosiddetta tecnica dello strappo. Ha ristrutturato importantissime opera in Italia, in Vaticano ed in Europa per papi e regnanti.
Pericle Fazzini nato "alla Marina" scultore-pittore, autore dell’imponente opera il “Cristo Risorto” posta nella Sala Nervi in Vaticano. Le sue opere sono esposte nelle più importanti Gallerie e Musei del mondo.
Gino Concetti frate francescano, teologo, professore giornalista – redattore de “l’Osservatorio Romano”
Leandro Capretti ( 13-1-1896 - 12-1975) nato alla “Marina” consegue a Roma dal 1906-1919 gli studi letterali e musicali. Tornato a Grottammare svolge attività didattica e concertistica. Raffinato compositore di mottetti, litanie, messe e pastorali. Nel 1932 viene assunto nella commissione diocesana per la direzione del canto sacro. Feconda fu la sua composizione di canti sacri e profani, con un inno antiblasmefo fu premiato anche ad un concorso nazionale.
Tito Vespasiani nato “alla Marina” giornalista e poeta sagace, amico di Trilussa
Mario Rivosecchi  poeta nato “alla Marina”
Andrea Concetti  baritono nato “alla Marina”



I residenti del Borgo fino agli anni ’60 erano 1.500 ( oggi appena un centinaio ).
In esso vi abitavano famiglie antichissime e prestigiose quali: i Duca Scoccia, i Marchesi Laureati, gli Speranza, i Marchesi De Angelis, i Conti Palmaroli ( famiglia che ancora vi abita ).
Altre famiglie antiche residenti erano: Addazi, Albini, Capocasa, Desideri, Loy, Malfatti, Mascaretti, Rocchi, Tizi.

Due grandi manifestazioni religiose risalenti tra la fine del ‘600 e inizi del ‘700 si realizzano a Grottammare: La Sagra Giubilare e la Processione del Cristo Morto. La prima si svolge ogni qual voltala prima la domenica del mese cade il primo luglio, l’altra ogni tre anni.

Il Borgo Medievale, come si evince dalla sua storia e qui ne è riportata solo una piccolissima parte, ha avuto un ruolo importantissimo non solo tra i paesi confinanti ma in tutto il piceno.
Intorno alla metà dell’800 il Borgo perde la sua importanza a seguito del formarsi dei primi agglomerati urbani di pescatori lungo il litorale e con il ritirarsi del mare nascono le prime fabbriche, i primi negozietti di merce varia, mentre l’apparato amministrativo si sposta verso il nuovo paese nascente nel quale a tutt’oggi è rimasto. La dicotomia tra la Marina e il Paese Alto è durata fino agli anni ’60. Infatti questa rivalità tra le due parti era fortemente sentita dai giovani.
Dalla fine degli anni ’60 inizia un lento ed inesorabile declino in tutti i sensi di questo Borgo, tanto che un gruppo di cittadini, esasperati e preoccupati del degrado in cui versava da anni il Paese Alto, inizia una violenta battaglia con le istituzioni totalmente indifferenti verso le gravissime problematiche denunciate dai residenti.

Nel 1983 qualcosa però cambia: la vecchia formazione politica che aveva governato per oltre 20 anni viene battuta definitivamente e si respira un’aria nuova: l’aria del cambiamento.
Questo vero cambiamento di rotta nella storia politica di Grottammare, porta alla guida della "cosa pubblica" un giovane Sindaco architetto a cui stanno a cuore le sorti del paese. Egli essendo figlio di un noto pittore-scultore ha appreso dal padre l'amore per l'arte e dalla madre, docente di lettere, la signorilità. Le doti personali di questo giovane Sindaco, quali le competenze urbanistiche, l'umiltà, la pazienza e l'eleganza dei modi ne fanno un Amministratore ben diverso dagli stereotipi delle precedenti Amministrazioni comunali.
Egli sa soprattutto ascoltare senza essere necessariamente costretto a concedere tutto a chiunque.
Il consenso lo ricerca semmai nella realizzazione di proposte serie per il bene del paese.
Il Sindaco in questione è l'arch. Francesco Capponi, recentemente scomparso per il quale il ricordo e la gratitudine dell'Associazione sono perenni.
Altra persona a cui l’ABAC è grata è il prof. Emilio Vita allora Assessore alla Cultura il quale, insieme al Sindaco, hanno dato all’Associazione fiducia, stima e sostegno senza le quali probabilmente non avrebbe avuto lo stimolo ed il coraggio di continuare le proprie attività.
In questo contesto, i cittadini residenti nel Borgo Medievale pieni di entusiasmo e di fiduciosa speranza verso il cambiamento, decidono di costituire un comitato che diventi portavoce dei residenti presso l'Amministrazione Comunale.
Nasce così un comitato denominato appunto "Comitato Paese Alto" i cui fondatori sono la prof.ssa Ermanna Zarroli, che avrà poi nell'Associazione il ruolo di Segretaria e di ricercatrice della cultura popolare e del dialetto, Alida Capocasa in Abini, compianta amica indimenticabile Domenico Albini , Antonio Cameli, il prof. Giuseppe Albini, Claudia Pignotti, Giuseppina Pagliarini, Giacomo Pomili, pittore, detto il "Tarpato" Lorenzo Straccia, Silvana Spinosi in Addazi, Maria Nascimbeni in Straccia e Augusto Ridolfi.
L'Associazione vanta un elevato numero di Soci, provenienti anche da paesi limitrofi.
Libero da influenze politiche e religiose,rispettoso delle idee di tutti i componenti, l'otto giugno 1984, con Rogito del Notaio dott. Dario Pallisco, primo socio insieme al dott. Giorgio Rivosecchi, il Comitato si trasforma in Associazione per la Tutela dei Beni  Ambientali e Culturali di Grottammare. Gianni Manzoni è il suo primo Presidente.


L’ABAC si prefigge tre obiettivi principali:

-  La salvaguardia del patrimonio architettonico con un piano di recupero mirato delle zone di interesse storico;
-  la promozione di manifestazioni culturali, per cercare di recuperare al paese la cultura in generale ed in particolar modo quella musicale;
-  la ricerca di giovani talenti musicali per un vero ricambio generazionale.

L'Associazione si propone anche di porre rimedio ai danni strutturali del "Vecchio Incasato" che si “sbriciolava” letteralmente sotto gli occhi indifferenti dei vari politici succedutisi nella guida del paese e soprattutto sotto gli occhi dei cittadini, preoccupati della gravissima situazione per le varie crepe formatesi sui muri di cinta del Borgo e delle case, oltre all'inesorabile scivolamento da ovest verso est del Vecchio Incasato, posto su un'antica falesia.


Le violenti battaglie, iniziano subito con la prima assemblea dei cittadini del Paese Alto durante la quale si denuncia alla nuova Amministrazione il totale abbandono del Borgo Medievale ed in particolare delle sue Chiese, del Torrione della Battaglia e del prestigioso Teatro dell’Arancio completamente fatiscente.

L'Associazione incarica i soci Prof. Arch. Manlio Piattoni ed il Sig. Antonio Cameli, esperto di restauro dell’edilizia antica ad effettuare una ricerca sui beni comunali, in mano privata, una ricerca catastale sulle case abbandonate e fatiscenti, una mappa delle acque sorgive disperse ed una documentazione della rete fognaria pressochè inesistente.
Una ricerca geofisica sulla friabilità del sottosuolo e degli strati sovrapposti a causa delle continue frane iniziate dall'anno 1000 fino all'ultima disastrosa del 1929, (quando si staccò una parte del Monte delle Quaglie) è commissionata sempre per conto dell’ABAC, dall'architetto torinese Dott. Edda Follis Giovannetti, esperta in indagini geofisiche e nel restauro di borghi medievali anche a livello europeo.
L'indagine sapientemente condotta sul terreno presenta esiti quasi identici a quelli forniti da analoga analisi condotta sulla rupe di Orvieto, per cui l'Architetto elabora una particolare tecnica di blocco dello scivolamento del terreno franoso da est verso ovest. Purtroppo lo studio dell'arch. Follis non viene accolto positivamente dalla nuova Amministrazione comunale, succedutasi all’Amministrazione Capponi. (forse perché costava poco, così si malignò allora).
La nuova Amministrazione propone i propri “geologi e tecnici” tanto che vengono preferiti altri progetti più pretenziosi ma forse non del tutto mirati e che non tengono affatto conto della particolarità urbanistica del Paese Alto di Grottammare. Difronte alle dure proteste della popolazione evidenziate anche da infuocati dibattiti televisivi e a seguito delle ripetute segnalazioni da parte di tecnici ed esperti dell’Associazione, dopo varie denunce interviene il CNR di Roma che modifica sia il progetto sia la sua realizzazione, dando così una soluzione idonea alle problematiche denunciate dai cittadine e dall’ Associazione.

L'Associazione, inizia l’organizzazione di progetti culturali che formavano parte integrante e rilevante degli obiettivi presenti nel suo programma e si propone di recuperare la cultura musicale, parzialmente interrottasi nel lontano 1908 con l’ultima rappresentazione teatrale tenutasi nel Teatro dell’Arancio e definitivamente

abbandonata nel 1918 a causa dell’epidemia influenzale cosiddetta “spagnola” le cui vittime necessitavano, per la sepoltura, di materiali lignei che costituivano le strutture portanti del teatro. Pur a monte di tante difficoltà c’e chi continua a lottare tenacemente per tenere accesa la fiaccola dell’arte come Don Ruggero Desideri, uomo di intelligenza raffinata ed illuminata, pievano di San Giovanni Battista a tutt’oggi Pievania.

Nascono così per la sua determinazione una compagnia teatrale che porta in scena lavori di altissimo livello ed una corale composta da voci che nulla avrebbero oggi da invidiare ai cori delle grandi istituzioni musicali internazionali. Il divieto imposto dalle leggi fasciste alla costituzione di circoli ed attività parrocchiali, spegne la tenue luce tanto faticosamente tenuta viva nel tessuto sociale dell'epoca. Durante tutto questo periodo la funzione del teatro dell’Arancio è fortemente ridotta a causa delle espoliazioni di cui si è detto sopra.
La modesta attività teatrale residua viene rappresentata nel teatrino parrocchiale. Il teatro dell'Arancio nei vari anni passa di mano in mano a privati i quali se ne servono sempre per fini non propriamente culturali.  


Con l'avvento dell'Associazione la situazione cambia e cambia di molto.

La prima azione di forza dell’Associazione è rappresentata da una denuncia presso il Ministero dei Beni Culturali in quanto due monumenti pubblici erano stati acquistati da privati: il Torrione della Battaglia, il Teatro dell’Arancio.
In seguito furono riacquistati, con il denaro dei contribuenti, dall’ Amministrazione comunale insediatasi alla fine degli anni ’90 per  rientrare in possesso dei due pubblici monumenti.

La seconda azione di forza è  stata quella di restituire al paese la chiesa di S. Lucia, da anni chiusa e da anni versante in stato di latrina (è cosi che si presentava la chiesa quando è stata consegnata all’Associazione).
In conseguenza di ciò sono stati posti all’ attenzione del  Vescovo diocesano una dettagliata denuncia sulla incresciosa situazione, l’elenco dei beni mancanti appartenenti alla chiesa di S.Lucia e la gravissima condizione della Pievania di S.Giovanni Battista i cui affreschi posti sulle arcate della chiesa scolorivano e  insieme ad una buona parte dei fregi di stucco che ornavano le arcade, cadevano continuamente sulle “teste” dei fedeli, le infiltrazioni  d’acqua avevano, letteralmente aperto sulla pavimentazione un solco di 3 cm per tutta la lunghezza della chiesa.
Il 7 luglio il Vescovo intima al Parroco dell’epoca di consegnare le chiavi della chiesa di S.Lucia per i dovuti sopralluoghi al Presidente dell’Associazione, in vista dell’apertura della stagione concertistica.
La rabbia e il dolore, dei rappresentanti dell’ABAC all’apertura della chiesa sono stati così forti da essere indotti a organizzare una conferenza stampa presente anche una locale emittente televisiva al fine di inviare la ripresa al Vaticano. La saggezza e la signorilità di alcuni Soci hanno superato il dolore e la rabbia, mettendo fine a questa squallidissima situazione.

La prima stagione concertistica si riapre dopo ben 76 anni con un concerto nella storica chiesa di S. Lucia, ex casa natale di Papa Sisto V, dedicata per volontà della sorella Camilla, alla Santa musicista.
Il concerto tenutosi il 14 luglio 1984, data storica per l'Associazione, è eseguito dal famoso Quartetto d'Archi Rumeno "Academia" oggi "Quartetto Irlandese", i cui componenti, perseguitati dal regime comunista rumeno, lasciarono con infinito dolore le loro famiglie e il loro Paese per rifugiarsi in Irlanda.
Le stagioni concertistiche di musica classica vedono la presenza di Musicisti di grande prestigio quali Daniel Rivera, uno dei pianisti lisztiani per eccellenza, il flautista Severino Gazzelloni accompagnato dai Solisti Aquilani, il primo violino di S.Cecilia Angelo Stefanato, Margaret Burton tra le più significative pianiste del Sud Africa, Lucia Passaglia, Eddy Perpic, Giorgio Gaslini, Marco Vavolo, Mike Melillo, Mario Rusca, il duo Haijaski, Tony Scott, Irio de Paula, Ojgen Jingjch quarto premio al concorso Warsavia 1970 ( i primi tre non furono assegnati )  il Quartetto Melbourne formato da giovani musicisti provenienti della prestigiosa Orchestra Giovanile Europea la cui età dei componenti non può superare i venticinque anni e tantissimi altri musicisti. 
Alcune stagioni concertistiche, hanno avuto la  presenza, in incognito, tra il numeroso pubblico, di alcuni musicisti della Wiener Philharmonic Orchestra e Sir George Solti con la sua famiglia.
( vedere rassegna stampa ) in vacanza nella vicina Martinsicuro.
Alle stagioni concertistiche si susseguono stagioni teatrali altrettanto fortunate che rinverdiscono il nostro teatro in vernacolo. Inizia una ricerca storica sulle origini del dialetto di Grottammare con alcuni studenti tedeschi dell’Università di Heidelberg
Pieni di entusiasmo lavorano insieme ai giovani tedeschi semplici cittadini di Grottammare.
Nasce così una compagnia teatrale dialettale che ha come attori i cittadini stessi.
La Compagnia Teatrale Dialettale porta in scena, in dialetto grottammarese, storie di personaggi famosi e caratteristici della cittadina e alcune pièces teatrali dei Fratelli De Filippo e del Principe Antonio de Curtis in arte Totò, oltre ad una produzione propria di commedie scritte da Ermanna Zarroli e da Rosanna Sebastiani con il contributo di Bruno Bondi, di Mario Lanciotti, di Mario Pignotti e di Tilde Rosati.
Le deliziose e comicissime commedie in dialetto grottammarese che voglio ricordare:

Il ricordo (il vecchio e il bambino), Il Circo a Grottammare, Lo Spazzacamino, Suor Cecilia, L’Agenzia Matrimoniale, “Il Barbiere” di Grottammare.
L’unica in italiano (disastrosamente comica) Il restauro  della Cappella Sistina commedia improntata molto sugli equivoci. Per ovvie ragione si riportano i titoli in italiano.   

La prof.ssa Ermanna Zarroli, ricercatrice meticolosa del dialetto cura la parte scenografica e l’infaticabile Prof.ssa Rosanna Sebastiani cura la regìa. Attori indimenticabili sono il compianto "mitico" Mario Pignotti detto "Biccherù" particolarmente portato per la recitazione e la straordinaria Maria Teresa Rosati.
Spettatori eccellenti sono il regista Romolo Siena e l’attrice indossatrice svizzera
Leonarda Fenocchi.
Il successo strepitoso conseguito spinge l’ABAC ad organizzare una stagione teatrale non solo in vernacolo ma anche in italiano di opere di vari Autori quali Cecov, con la sua opera 3 Atti unici,  portata in scena dagli stagisti del Piccolo di Milano, nella suggestiva piazzetta del Borgo Medievale, anche la Compagnia della Rancia porta in scena un delizioso spettacolo di Pasquale Festa Campanile, regista ed interprete Saverio Marconi, grazie al quale, nell’estate del 1985, con grande gioia di tutti, l’Associazione appare nella pagina degli spettacoli de le Figaro (vedere rassegna stampa). Saverio Marconi elogia l’ABAC e l’impegno dei singoli cittadini che si prodigano per riportare la cultura nel tessuto sociale. In pochi anni l’Associazione dà lustro al paese, facendo rivivere l’interesse per la cultura.

Nel 1985 si organizza il primo corso di perfezionamento per pianoforte diretto da M° Manuel Verona. I corsi sono frequentati da giovani musicisti provenienti da nove Paesi: Danimarca, Israele, Italia, Novergia, Palestina, Portogallo, Spagna, Svezia e Turchia.
I corsisti  di Israele e Palestina vengono fatti sedere l’uno accanto all’altro, nella speranza di favorire un costruttivo dialogo e soprattutto una amicizia. I due splendidi pianisti, uno palestinese l’altra israeliana, superando le difficoltà derivanti dalla decennale situazione disastrosa dei loro Paesi, non solo stringono  una forte amicizia ma instauraro una commovente solidarietà che dureranno per tutto il periodo del master, suscitando viva emozione e compiacimento nell’Associazione:  la forza della Musica supera ogni barriera!
 
Nel 1986 l’ABAC organizza la "Rassegna Giovani Musicisti" che spazia dalla lirica alla musica da camera e sinfonica. Gli insigni didatti, interagiscono durante l’esecuzione, interloquendo e valutando la prova, dando consigli agli esecutori. La Rassegna può considersi il modello a cui si ispira l'odierno Concorso Liszt, limitato però alle sole discipline del pianoforte e della composizione.

Nel 1987 l’Associazione porta in scena la grande opera lisztiana Totentanz, la danza macabra rievocazione medievale dove inequivocabilmente è evidenziato l’eterno conflitto tra bene e male, la precarietà dell’esistenza e il disfacimento del corpo.
Spettacolare e suggestiva rappresentazione svoltasi durante le ore della sera, con l’impiego di tre buoi, un carro di “cadaveri” ( ballerini ) la morte con la falce, un braciere di fuoco simbolo dell’inferno, un palco con scalini e un telo trapunto di stelle, il paradiso, che rappresentava la vittoria sulla morte.
Il corteo partito dal Paese Alto, attraversa le più importanti vie del centro della Marina, per finire in piazza Pericle Fazzini (allora piazza Martiri Triestini ) proprio sotto l’attuale sede dell’ABAC, usando per lo spettacolo il terrazo sottostante gli uffici della Sede, come cielo sospeso tra l’inferno e il paradiso.

Nel 1988 si affianca alla stagione concertistica lirico-classica timidamente anche il Jazz con musicisti provenienti da stagioni concertistiche internazionali. Grottammare diventa quasi un’altra Umbria Jazz con musicisti che hanno segnato un’epoca nel jazz internazionale.
Si dà molto spazio ai gruppi emergenti, si organizzano in modo sapiente le Jam Sessions le Guest Stars affinchè possano interagire i Giganti del Jazz e le nuove generazioni, queste stagioni durano fino al 1992 da questa data in poi sono state organizzate rievocazioni medievali e rurali.

Nel 1997/98/99  si riaccende nell’Associazione lo spirito sociale, vengono  realizzati convegni scientifici e sociali in collaborazione con la locale sezione ARCI e con l’Ospedale Civile di Benedetto del Tronto ma qualcosa mancava ancora all’Associazione, perché appena finito un progettto quasi spasmodicamente il gruppo di lavoro ne organizzava un altro, non si era mai definitivamente soddisfatti.

Nel 1998 un Socio dell’ABAC viene a conoscenza di un evento bellico di cui è stato protagonista un emerito cittadino di Grottammare durante il secondo conflitto mondiale Domenico Bruni, padre del nostro collaboratore prof. Bruno Bruni.
In seguito alla predetta segnalazione, l’Associazione si fa parte diligente nel ricercare le fonti storiche che diedero luogo all’evento stesso.  
Infatti nell’autunno del ‘41 il nostro concittadino inviato in missione a Marina Trapani, mentre si accingeva ad attraccare alla banchina del Porto di Trapani una bettolina carica di materiale esplodente, fu attaccatoa da aerei nemici i quali a volo radente cercavano di mitragliare per farla esplodere.
Il coraggio e il senso del dovere induce il nostro concittadino ad allontanare il materiale esplosivo fuori dal porto di Trapani a rischio della propria vita, evitando cosi una vera e propria strage di popolazione.
Il nostro concittadino in questione, come già detto, è stato induviduato nella veste militare di Sottocapo Torpediniere Bruni Domenico, il cui gesto eroico ha indotto l’Associazione a richiedere per il tramite delle Autorità competenti una medaglia d’Oro al Valor Militare alla sua “memoria”.
Sono interessate direttamente la Regione Sicilia ed in particolare la Provincia e il Comune di Trapani, luoghi che hanno beneficiato degli esiti favorevoli dell’eroica azione che ha scongiurato.
Una sicura strage di popolazione e la distruzione del Porto di Trapani e delle vicine abitazioni. La Provincia ed il Comune di Trapani con Deliberazione di Giunta hanno approvato all’unanimità e fatto voti affinche’ il Ministero della Difesa e dell’Interno approvassero la concessione di decorazione al Valor Militare e Civile, in favore dell’ex Militare “alla memoria”

Nell’estate del 1999/2000  vengono riprese tutte le attività musicali.
Concerti-conferenze  ( musica ragionata )  musica classica, lirica  e jazz.
Il programma del calendario è ambizioso in quanto l’Associazione si propone di realizzare concerti con musicisti di chiara fama, denominati “Prima Rassegna Itinerari Musicali"

Nel 2001 “Seconda Rassegna Itinerari Musicali”  attraverso le antiche Chiese di Grottammare.

Nel 2002  “ Terza Rassegna Itinerari Riviera delle Palme”.
In questo stesso anno qualcosa accade, l’Associazione viene a conoscenza della pubblicazione di un libretto “Liszt e i Piccoli Centri” la cui autrice è la Prof.ssa Claudia Colombati docente di storia della Musica presso l’Università di Macerata, commissionato dall’Assessore alla Cultura dott.ssa Matilde Menicozzi per le celebrazioni dei 130 anni dal soggiorno di Liszt a Grottammare.

L’Associazione avverte fortemente l’esigenza di rendere omaggio al grande Ungherese, organizzando un Concorso a Lui dedicato. In questo anno infatti nasce il Concorso Pianistico Nazionale “Premio Franz Liszt” in veste sperimentale il quale dopo aver ottenuto consenso dalle Accademie e Societies internazionali in seguito, diverrà Concorso Internazionale.

Nel 2003 “Quarta Rassegna Itinerari Musicali Piceni “ inizia ad Ascoli Piceno, il 7 agosto per terminare a Ripatransone il 20 dicembre.
Partecipano al concorso con un proprio premio cinque Comuni limitrofi, facendo ad esso da cornice.
Ovviamente gli itinerari si chiamano piceni perché hanno uno scopo ben preciso quello di creare il binomio Liszt e il Piceno. I concerti si sono tenuti in teatri antichi e luoghi storici di Ascoli, di Grottammare, di Offida, di Porto S. Giorgio, di San Benedetto del Tronto e di Ripatransone.
Sempre nel 2003 il Concorso diventa internazionale ed è alla sua prima edizione.

Nel 2004 nasce il Concorso Internazionale di Composizione “Premio Franz Liszt” che va al di la di ogni nostra più rosea previsione.

Nel 2005 la seconda edizione internazionale del “Premio Liszt”

Nel 2006 e nel 2007/2008  “Dicembre Lisztiano”

Nel 2008 terza edizione internazionale del “Premio Liszt”
Alla pagina ATTIVITA’ ABAC/AMAD è dettagliatamente riportata l’attività dell’Associazione

Un grazie di cuore va alla dott.ssa Matilde Menicozzi Assessore alla Cultura il cui sostegno economico e morale concesso dal 1985 fino al 2003, contribuì alla realizzazione delle attività culturali e sociali dell’ABAC.  
A conclusione di questo percorso della memoria, voglio esprimere la mia gratitudine nei confronti di coloro che hanno speso, e spendono, un po' del loro tempo nel sostenere le battaglie civili, le attività culturali e musicali in questi venticinque anni dalla nascita dell'Associazione.
Un grazie e un ricordo rivolgo poi alle Persone che ho amato particolarmente e che hanno saputo infondermi fin dalla tenera età i valori veri della vita, il rigore morale, la disciplina, la pazienza, l'umiltà, l’amore per la musica e il rispetto verso ogni essere vivente: ai miei Genitori ( Vicky e Attilio), a Don Marino Catasta, Pievano di San Giovanni Battista, che ho sempre considerato il mio secondo Padre, all’Amore della mia vita Phil,  uomo di raffinata cultura e straordinario musicista, scomparso prematuramente che, instancabile, trascorreva seduto con me davanti all’amato pianoforte “ Zimmermann”, afosi pomeriggi estivi, all’amica del cuore Lilyan eccellente flautista, compagna di studi musicali, anche lei scomparsa prematuramente, ai miei primi insegnanti M° Maria Guidi di Fano, pianista, organista e compositore, al M° Livio Petrini di San Benedetto del Tr. violinista, nonché amico e confidente, che mi ha sempre spronata e sostenuta negli studi specialmente negli anni bui della mia vita.
Agli insostituibili Valery e Peter che chiamo scherzosamente “i miei genitori”, nonostante la lontananza sono sempre presenti nella mia vita, dandomi saggi consigli anche per quanto riguarda l’attività dell’Associazione, all’amico indimenticabile, serioso e divertentissimo Alekos compagno di studi universitari che fortemente mi ha convinta ad entrare nell’Associazione, prevedendo che sarei, in seguito, senz’altro, diventata  “Ο αρχηγός” devo anche a loro il risultato di questi 25 anni dell’ABAC/AMAD Franz Liszt.

Un ringraziamento particolare rivolgo al Sindaco Dott. Luigi Merli, all’Assessore alla Cultura Prof. Enrico Piergallini e alla Giunta per la gentile concessione della sede della AMAD Franz Liszt nella quale l’Associazione svolge il quotidiano duro lavoro e per aver concesso l’uso dei due splendidi teatri, quali quello dell’Arancio e quello delle Energie, per lo svolgimento della terza edizione del Concorso Pianistico Internazionale “Premio Franz Liszt” che ha avuto cinque vincitori e concorrenti provenienti da ogni parte del mondo.

Graziella Castelletti